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:: Una "rosa bianca" per la festa della donna ::
8 Mar. 2010 di Michela Simonetti |
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Sophie Scholl era una giovane donna che seppe tener fede ai propri ideali fino a pagare con la vita la resistenza al regime nazista.
"La rosa bianca" era l'organizzazione studentesca di cui faceva parte. Le azioni del gruppo erano rigorosamente non violente e i suoi mezzi molto
limitati: Sophie, suo fratello Hans e pochi altri compagni di Università diffondevano volantini che esortavano i tedeschi alla riflessione critica
e alla lotta contro la dittatura e scrivevano frasi "sovversive" sui muri dei principali edifici di Monaco.
Ben poca cosa, contro l'apparato del "Reich".
Eppure i nazisti la ritennero così pericolosa da arrestarla e condannarla a morte nel giro di soli quattro giorni, il 22 Febbraio 1943, dopo
l'ennesimo lancio di volantini nell'università di Monaco.
Tanto può essere temibile per un regime il libero pensiero.
Un film intenso e coinvolgente, basato sui verbali degli interrogatori, racconta gli ultimi giorni di Sophie - morta a soli 21 anni
- e ci consegna il suo messaggio senza compromessi. Un appello esigente, valido per le donne e gli uomini di ogni tempo. E un esempio
forte soprattutto per i giovani, che esorta a pensare con la propria testa anche quando la società impone loro modelli vuoti o brutali,
rubando loro l'anima, la libertà e la speranza.
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