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Il quattordici dicembre 2001 in Firenze un notaio fiorentino certificava l'atto di costituzione del Consorzio degli istituti professionali toscani per i servizi alberghieri e della ristorazione (oggi CIPAT), con sede a Pisa, via Garibaldi 194, presso l'IP Matteotti (vedi RAS 11/2). Il DPR 275/1999 che regolamentava l'autonomia delle istituzioni scolastiche era entrato in vigore da tre mesi, consentendo alle scuole di definire nuove strategie di presenza sul territorio e di introdurre dinamiche innovative nelle scelte dell'offerta formativa. L'euro stava per sostituire la lira, da lì a pochi giorni. In questo contesto di forte spinta modernizzatrice, la nascita del Consorzio ad opera di dodici istituti1 (fra i quali figura l'IRRE Toscana, da poco nata dalla riforma degli IRRSAE) testimoniava l'esistenza e la consistenza di soggetti pubblici disposti ad accettare la sfida dell'innovazione.
Il Consorzio non ha fini di lucro e ha scopo mutualistico, recitava l'atto costitutivo. Tuttavia la scelta della forma giuridica del consorzio - anziché della rete di scuole - significava la volontà di caratterizzare la nuova organizzazione con una forte capacità imprenditoriale, sostenuta da finanziamenti propri (le quote dei consorziati), ma anche da auspicabili finanziamenti esterni (compresa la possibilità di attingere a prestiti bancari), e gestita con un bilancio autonomo, indipendente da quello dei singoli soggetti partecipanti. Dunque, un soggetto nuovo, capace di procurare risorse per realizzare iniziative non lucrose ma utili, alla ricerca di ambiti di azione in cui esprimere il proprio dinamismo operativo.
Lo sviluppo delle adesioni al Consorzio
La fondazione del Consorzio vedeva protagonisti undici istituti professionali alberghieri toscani, che nel coordinamento nazionale degli istituti alberghieri, organizzato all'interno della Direzione Generale dell'Istruzione Professionale - ora soppressa, avevano fatto da anni esperienza di riflessione comune, confronto e collaborazione. Molti di questi istituti, a seguito della ristrutturazione della rete scolastica, convivevano in istituti di maggiori dimensioni con altri indirizzi in vario modo pertinenti, come il turistico, o indirettamente connessi, come l'indirizzo pubblicitario (cfr legami fra turismo e comunicazione pubblicitaria) o agrario (prodotti agricoli, enogastronomia). Dopo un rapido rodaggio, il Consorzio nel corso del 2002 dovette dare risposta ad una crescente domanda di adesione e ampliamento degli ambiti di intervento, utilizzando a tal fine una interpretazione aperta dello statuto, che all'art 6, consente l'ammissione al Consorzio anche di altri enti pubblici con finalità compatibili con gli scopi consortili. L'organismo statutario dell'assemblea dei soci deliberò prima l'ammissione degli istituti professionali ad indirizzo turistico, poi di quelli ad indirizzo grafico-pubblicitario e agrario, aprendo anche ad istituti non professionali interessati agli ambiti di iniziativa del Consorzio. Oggi, sull'urgenza di affrontare problemi comuni quali la gestione della Terza Area, gli interventi sull'obbligo formativo, i rapporti con la Regione, si sta progettando l'ampliamento del Consorzio a tutti gli istituti professionali, estendendo la presenza anche agli IP industria/artigianato e agli altri IP per i vari servizi. Il numero dei consorziati ammonta oggi a 25, più del 50 % degli istituti professionali attivi in Toscana.
Le iniziative per supportare la certificazione della qualità
Statutariamente, il primo scopo dichiarato del Consorzio è quello di migliorare la qualità organizzativa e professionale dei singoli consorziati, attraverso l'adozione di un sistema di qualità. L'obiettivo, allora ambizioso e vagamente velleitario, anche per la scarsa diffusione della cultura della qualità e della stessa conoscenza dei modelli di qualità nelle scuole, ha ricevuto una sollecitazione decisiva dalla normazione regionale sull'accreditamento delle sedi operative delle agenzie formative, introdotta nel 2002. Tale dispositivo ha imposto a tutti i soggetti interessati alla gestione di fondi pubblici per la formazione professionale (obbligo formativo, formazione post-diploma, formazione continua, orientamento) non solo di adeguarsi al modello regionale di indicatori e parametri (verificati tramite audit da un ente terzo), ma anche di adottare nell'arco di due anni successivi che vanno a scadenza nei prossimi mesi uno dei modelli di qualità riconosciuto o accreditato, in particolare, per scuole e agenzie private, i modelli ISO 9001:2000 e EFQM per l'Eccellenza. Ovviamente tutti gli istituti aderenti al Consorzio erano singolarmente interessati all'accreditamento, conditio sine qua non per partecipare a partenariati locali o regionali volti a gestire iniziative di formazione. A tal fine, vista la complessità delle procedure imposte dalla regione, il Consorzio, tramite l'IRRE, ha messo a disposizione delle scuole competenze ad hoc. L'impegno delle procedure è stato talmente assorbente che il Consorzio, come soggetto autonomo, ha rinunciato all'accreditamento, considerato che iniziative di carattere sovra-provinciale possono comunque essere gestite in partenariato fra soggetti membri del consorzio. Del resto i bandi FSE hanno prevalentemente dimensione provinciale e i più proficui legami territoriali si realizzano in quella dimensione che è più di pertinenza delle singole istituzioni scolastiche che del Consorzio.
Non diverso epilogo si è verificato per quanto riguarda l'adozione di un sistema/modello di qualità. Poteva essere auspicabile l'adozione di un modello unico. L'offerta del progetto aQUa (traduzione per la scuola del modello europeo fondato sul miglioramento continuo, EFQM for Excellence), promosso dall'IRRE, membro del Consorzio, ha dovuto invece fare i conti con realtà e esigenze locali variegate, per cui hanno partecipato ad AQUa solo alcuni istituti, mentre altri si sono rivolti al più diffuso modello ISO 9001: 2000.
Sviluppo delle risorse professionali interne
Il Consorzio ha scopo mutualistico, recita lo Statuto. E, fra le attività intraprese nei tre anni di vita, si annoverano numerose quelle rivolte allo sviluppo e alla valorizzazione delle risorse professionali interne. In questo ambito si sono realizzati corsi di formazione specifica per docenti delle scuole consorziate su temi emergenti (cioccolato, vermouth, seminario Veronelli sui vini); ma si sono anche costituiti gruppi di ricerca disciplinare su saperi minimi e metodologie didattiche, come supporto alle difficoltà che gli istituti denunciano nell'insegnamento e nell'apprendimento di alcune discipline (ad es. la matematica). Per queste attività si è spesso ricorso sia a formatori interni, cresciuti in specializzazioni professionali acquisite sul campo, sia ad esperti esterni o a validazioni esterne (come nel caso del gruppo di matematica, che ha lavorato sotto la supervisione del Dipartimento di Matematica dell'Università di Pisa). L'esperienza più emblematica in questo senso è stata l'attività rivolta ai docenti delle scuole ad indirizzo grafico-pubblicitario, culminata nella realizzazione di un affollato seminario regionale (nov. 2003), ove, oltre all'incontro con professionisti del settore, si sono gettate le basi per una riqualificazione curricolare dell'indirizzo, per una utilizzazione della Terza area coerente coi bisogni del settore e del territoriali e per la realizzazione di una agenzia regionale della Pubblicità, con propaggini e specializzazioni nei singoli istituti, in grado di rispondere a richieste di enti pubblici e privati. Altrettanto emblematica, anche per il coinvolgimento di altri soggetti pubblici (in primo luogo Regione Toscana, quale ente promotore, l'IRRE come organizzatore, Ufficio Scolastico Regionale, le università toscane, l'ARPAT come partner e collaboratori), è stata la realizzazione del corso sperimentale su Comunicazione ed educazione alimentare, riservato a docenti e studenti di istituti turistici e alberghieri consorziati e svolto in giornate seminariali residenziali in tutta la regione (primavera 2004).
In gestazione, in questo filone di attività, è la proposta di qualificazione universitaria per i docenti cosiddetti ITP (insegnanti tecnico-pratici), generalmente forniti di solo diploma specifico di scuola secondaria superiore, interessati ad un appropriato sviluppo professionale. Il consorzio sta trattando con alcune facoltà universitarie modalità di acquisizione della prima laurea con riconoscimento di crediti acquisiti in ambito lavorativo. In gestazione, ancora, una banca dati sulla professionalità dei docenti (dal portfolio delle competenze dei docenti alla elaborazione di dati per individuare e valorizzare competenze professionali non sempre note e trasparenti, ai fini di una utilizzazione più estesa). In gestazione, infine, anche una attività editoriale collegata alle attività di studio e ricerca didattica che il Consorzio porterà avanti.
Al fine di favorire lo scambio comunicativo interno ed esterno il Consorzio si è dotato di un proprio sito internet e sta attuando il progetto di una rete Intranet (progetto RIALTO a finanziamento regionale), finalizzato alla messa in comune di attività rivolte agli allievi e al personale e all'utilizzo delle tecnologie della FAD per le attività formative (videoconferenze).
Progetti per la formazione e specializzazione professionale
L'ambizione più alta del Consorzio si è espressa fin dall'inizio in un progetto: quello di dar vita ad una Accademia della Ristorazione, Turismo, Ricezione, un segmento di istruzione superiore, parallelo o integrato nella formazione universitaria. La proposta ha trovato diffusi consensi in enti pubblici e imprenditori, ma varie promesse di disponibilità per una sede prestigiosa, necessaria per il decollo dell'iniziativa, non sono finora andate in porto. Ancora non si sono concretizzati i numerosi contatti intessuti con le università toscane per istituire corsi di laurea o Master in ambito turistico, grafico-pubblicitario, e gastronomico, come sbocco di formazione superiore per i diplomati del Consorzio in cerca di ulteriore sviluppo professionale. Per quanto riguarda invece la formazione post-diploma (Corsi di FP o IFTS), il Consorzio si è mosso per realizzare specializzazioni a valenza sovra-provinciale, a cui indirizzare gli allievi in uscita, secondo le attitudini individuali, ma anche tenendo presente la domanda diversificata del territorio regionale.
Ma l'occupazione prevalente del Consorzio in questo ambito è stato forse l'impegno sulla cosiddetta Terza Area, e cioè i corsi ordinamentali che affiancano il biennio finale degli istituti professionali. L'intervento in questo ambito ha riguardato innanzitutto la garanzia e regolarità dei finanziamenti e la riqualificazione e ristrutturazione di tali corsi rispetto al nuovo contesto di rapporti che si vanno realizzando fra Istruzione e Formazione, anche in previsione della applicazione della legge 53/03. Il Consorzio, in questo contesto, si è mosso risolutamente per sollecitare e coinvolgere gli istituti aderenti nella partecipazione al Bando Regionale per la Sperimentazione di percorsi integrati di istruzione e formazione (luglio 2004), organizzando a tale scopo assemblee di riflessione e fornendo alle scuole indicazioni di lavoro da applicare nei diversi contesti provinciali.
Il Consorzio in rete per valorizzare il l territorio
La direzione del consorzio ha intessuto fitti rapporti con la Regione Toscana, interlocutore istituzionale per tutta la tematica istruzione/formazione e sviluppo, ma non ha trascurato i contatti con le province e con le comunità montane, realizzando collaborazioni per servizi di ricevimento in occasione di iniziative pubbliche (Anghiari, per Toscana a confronto; Castiglioncello, ecc.). Apprezzatissimo per queste attività, il Consorzio è stato chiamato ad organizzare un ricevimento perfino al Quirinale. E' stata recentemente firmata anche una importante convenzione con Toscana Promozione (ex Agenzia per la Promozione economica della Toscana), per utilizzare le risorse degli istituti nella promozione economica del territorio toscano. Le attività che si preannunciano coinvolgeranno le competenze degli indirizzi grafico, alberghiero, turistico.
Note:
1 Ipssar “Artusi” - Chianciano Terme; Ipssar “Buontalenti”-Firenze; Isis “Einaudi”-Grosseto; Isis “Enriquez” – Castelfiorentino; Isis –Barga; Ipssar “F.Martini”-Montecatini; Isis “Mattei” -Rosignano Solvay”; Ipsact “G.Matteotti” –Pisa; Ipssar “G.Minuto” -Marina Di Massa; Ipssar “Saffi” –Firenze; Isis “Vasari” -Figline Valdarno; Istituto Regionale di Ricerca Educativa Toscana –Firenze.
Articolo pubblicato su Rassegna dell'Autonomia Scolastica
RAS, n.10/04 ottobre 2004
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